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	<title>Russian Ballet College &#187; Rassegna Stampa</title>
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		<title>Gabriele Fornaciari torna a Genova dalla Russia con il Primo Premio</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Oct 2019 15:27:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 30 settembre al 6 ottobre scorso a Sochi (Russia) si è svolto il VII Young Ballet of the world Yury Grigorovich Competition. A vincere la medaglia d’oro nella categoria juniores maschile è stato Gabriele Fornaciari, 16 anni allievo del Russian Ballet College di Genova. Prestigiosa la giuria del Concorso,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 30 settembre al 6 ottobre scorso a Sochi (Russia) si è svolto il VII Young Ballet of the world Yury Grigorovich Competition. A vincere la medaglia d’oro nella categoria juniores maschile è stato <strong>Gabriele Fornaciari</strong>, 16 anni allievo del <strong>Russian Ballet College</strong> di Genova.</p>
<p>Prestigiosa la giuria del Concorso, composta da grandi nomi della danza a livello internazionale: da Yuri Vasyuchenko già danseur premier al Teatro Bolshoi ed attualmente maitre dello stesso, a Margarita Drozdova, insegnante e direttrice del Teatro Stanislavsky And Nemirovich-Danchenko di Mosca, ed ancora Marina Leonova, rettore dell ‘Accademia di ballo del Teatro Bolshoi, Kumiko Ochi, prima ballerina del Teatro Internazionale di Ochi (Japan), Margherita Parrilla, Membro del’International Federation ballet competition, Olivier Patey, ballerino, maître du ballet, coreographer (Francia), Vadim Pizarev Direttore Artistico dell’Accademia e teatro dell’opera di Donetsk (Ucraina), Vadim Solomaha, Solista del San Francisco Ballet e Maitre de ballet (Usa), Jae Keun Park Direttore artistico della Compagnia di Balletto di Seoul (Korea).</p>
<p><a href="https://www.russianballetcollege.it/wp-content/uploads/Gabriele-Fornaciari_n.jpg"><img src="https://www.russianballetcollege.it/wp-content/uploads/Gabriele-Fornaciari_n.jpg" alt="gabriele-fornaciari_n" width="206" height="423" class="alignleft size-full wp-image-1261" /></a> Gabriele ha incantato i componenti della giuria sin dalle prime prove sia per l’alta qualità tecnica che per le capacità interpretative ed espressive, doti non comuni in un ragazzo così giovane. Ha affontato le sei variazioni previste con grande abilità e determinazione passando con naturalezza dalla danza classica a quella di carattere, per finire poi con un brano di danza contemporanea,”Fly me to the moon”, cantato da Frank Sinatra, la cui coreografia, creata in esclusiva per questo importante evento, portava la firma di Francesca Frassinelli.</p>
<p>Per la scuola diretta da Irina Kaskhova è un altro successo, considerando il fatto che è davvero molto difficile nei concorsi russi portare a casa medaglie in quanto i primi premi sono quasi esclusivamente appannaggio dei danzatori russi. Un successo che conferma le grandi qualità del ragazzo genovese, già vincitore della medaglia d’argento a Berlino e a Riga, e che lo scorso anno aveva vinto anche il Gran Prix vinto al Concorso Internazionale di Spoleto. Questa estate Fornaciari era stato ammirato anche nella nuova edizione del Festival Internazionale di Nervi, dove aveva preso parte come ospite al galà di Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta.</p>
<p>Ma oltre alla falicità del ragazzo, grande soddisfazione anche per il Russian Ballet College che il ragazzo frequenta fin dall’età di 7 anni. Ricordiamo che da questa scuola sono usciti altri giovani talenti della danza, basti pensare a Timofej Andrijashenko, attualmente primo ballerino della Scala di Milano, il che dimostra come un lavoro serio, programmato e continuativo non può che dare buoni frutti.</p>
<p>Articolo di: Francesca Camponero</p>
<p><a href="http://www.informadanza.com/blog/2019/10/10/gabriele-fornaciari-torna-a-genova-dalla-russia-con-il-primo-premio/" rel="noopener" target="_blank">Articolo originale</a></p>
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		<title>Nicoletta Manni e Timofeij Andrijashenko incantano il pubblico in Giselle</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Oct 2019 15:25:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È vero che Giselle è il balletto romantico per eccellenza, è vero che Giselle è stato eseguito da molti intepreti famosi o meno, è vero che Giselle riempe le platee, ma ricordiamo che Giselle è un balletto complicatissimo che mette a dura prova i ruoli dei protagonisti. Come sappiamo tutti...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È vero che <strong>Giselle</strong> è il balletto romantico per eccellenza, è vero che Giselle è stato eseguito da molti intepreti famosi o meno, è vero che Giselle riempe le platee, ma ricordiamo che Giselle è un balletto complicatissimo che mette a dura prova i ruoli dei protagonisti. Come sappiamo tutti infatti il balletto è diviso in due atti completamenti diversi fra loro in cui non sono richieste solo qualità puramente tecniche, ma anche grande espressività che delinei i caratteri e la psicologia dei personaggi che vivono quella storia fatta di amore, gelosia, rimorso e follia.</p>
<p><img src="https://www.russianballetcollege.it/wp-content/uploads/Tima-e-nicoletta-.jpg" alt="tima-e-nicoletta" width="420" height="470" class="alignleft size-full wp-image-1266" /> Interpretare Giselle non è una passeggiata per la prima ballerina, né per chi sostiene il ruolo di Albrecht. La prova del nove in questo balletto più che in altri è il confronto con l’emozione del pubblico, un esame che non mente mai. Ebbene ieri, giovedì 3 ottobre (ore 14.30), <strong>Nicoletta Manni</strong> e <strong>Timofeij Andrijashenko</strong> hanno superato egregiamente questa prova regalando ai presenti momenti molto commoventi e suggestivi.</p>
<p>La coppia è stata in grado di affrontare eccellentemente un testo coreografico e drammatico assoluto come quello di Coralli-Perrot, che possiamo affermare tranquillamente stare al teatro di danza come Amleto a quello di prosa. Qui infatti danzare diventa modo unico e insostituibile di “essere” fino in fondo i personaggi, tirando fuori tutti i colori che fanno parte dei caratteri di questi, tirando fuori tutte le paure, ansie, passioni e dolori che racconta la favola di Gautier.</p>
<p><a href="https://www.russianballetcollege.it/wp-content/uploads/Giselle-Nicoletta-Manni-Timofej-Andrijashenko-ph-Brescia-e-Amisano-Teatro-alla-Scala-K65A2343-x.jpg"><img src="https://www.russianballetcollege.it/wp-content/uploads/Giselle-Nicoletta-Manni-Timofej-Andrijashenko-ph-Brescia-e-Amisano-Teatro-alla-Scala-K65A2343-x-300x190.jpg" alt="giselle-nicoletta-manni-timofej-andrijashenko-ph-brescia-e-amisano-teatro-alla-scala-k65a2343-x" width="300" height="190" class="alignleft size-medium wp-image-1267" /></a> Quello che deve emergere, oltre all’ineccepibilità tecnica, è l’intima coerenza nell’immedesimazione di un ruolo che esige un ampio ventaglio di sfumature e chiaroscuri, e che deve erompere naturalmente senza alcuna finzione o manierismo, in un vortice crescente fino alla fine. Quanto accade nella storia di Giselle è un’alchimia di istinti che sfoga in emozioni potenti che vanno esternate col supporto del cuore.</p>
<p><strong>Nicoletta Manni</strong>, bella e fresca come una vera Giselle, affascina dalla sua prima entrata in scena. È indubbio che lei è diversa dalle altre ragazze del villaggio, è indubbio che il Principe travestito da contadino vuole far colpo su di lei e farla innamorare. La sua ingenuità rapisce tanto nei passi, assolutamente perfetti, quanto nel volto. Il suo sorriso incantevole è spiazzante e fa innamorare chiunque la guardi danzare. Dal canto suo Timofeij Andrijashenko non è certo da meno. Bello, biondo, dal fare elegante, Andrijashenko è un vero principe in tutto e per tutto. Ogni suo movimento è eseguito con pulizia e classe. Vederlo danzare è “una poesia in cui ogni parola è un movimento” come direbbe Mata Hari, ed ecco che il connubio fra i due ridona al balletto del 1841 quella freschezza che lo ringiovanisce e rende più che mai attuale.</p>
<p><a href="https://www.russianballetcollege.it/wp-content/uploads/Nicoletta-e-Tima-in-Giselle-2-n.jpg"><img src="https://www.russianballetcollege.it/wp-content/uploads/Nicoletta-e-Tima-in-Giselle-2-n-300x200.jpg" alt="nicoletta-e-tima-in-giselle-2-n" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-1265" /></a> Nessun effettismo, solo lievità pura e sincera. I due giocano (inteso come jouer) un recitar-danzando a tratti sublime. L’intensità del loro lavoro ha una forza magnetica che spesso fa venire i brividi e ci fa pensare che, se continuano così, non sarà tardi che questi due straordinari ballerini avranno il giusto riconoscimento di étoiles.</p>
<p>Ma se senza dubbio si resta rapiti dall’esecuzione dei due protagonisti, non si deve dimenticare anche l’eccellente prova che ha dato l’intero Balletto della Scala, che, soprattutto nel secondo atto, ha dimostrato grande lirismo all’interno dell’atto bianco in cui le ballerine, in punta di piedi e con tutù lungo, diventano personaggi eterei, come immateriali, espressione di un ideale romantico languido e decadente.</p>
<p>E se a soffrire nel primo atto è Giselle, nel secondo è Albrecht, e con lui tutti noi coinvolti fino alla fine nella tragedia di quell’amore vessato dalle gelosie e dalle incomprensioni, che si riconcilia e si eleva ai massimi splendori soltanto quando ormai non v’è più nulla da fare.</p>
<p>Lo spettacolo sarà ancora sul palco della Scala fino a matedì 8 ottobre.</p>
<p>Articolo di: <em>Francesca Camponero</em></p>
<p><a href="http://www.informadanza.com/blog/2019/10/04/nicoletta-manni-e-timofeij-andrijashenko-incantano-il-pubblico-in-giselle/" rel="noopener" target="_blank">Articolo originale</a></p>
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